Riconoscere un funzionamento specifico per costruire strategie più efficaci.
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) non riguarda solo l'infanzia. Sempre più evidenze mostrano come i sintomi possano continuare anche in età adulta, spesso in forme meno evidenti ma comunque significative.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che nell’adulto, l’ADHD è una condizione frequentemente sottodiagnosticata, anche perché molti dei suoi segnali possono essere facilmente confusi con gli effetti di una vita stressante come: difficoltà di concentrazione, disorganizzazione, senso di sovraccarico o fatica nel portare a termine le attività quotidiane.
Questa sovrapposizione rende più complesso riconoscere il disturbo e porta molte persone a convivere a lungo con un senso di inefficacia e frustrazione senza accedere a una valutazione adeguata. In questo senso, una diagnosi accurata rappresenta un passaggio fondamentale: consente di distinguere ciò che è legato a condizioni contingenti da ciò che appartiene a una modalità stabile di funzionamento, offrendo una base chiara da cui partire per un intervento mirato.
Nella pratica clinica, questo si traduce spesso in un vissuto di fatica costante: sentirsi “sempre un passo indietro”, avere difficoltà a organizzarsi, iniziare molte cose senza riuscire a portarle a termine, oppure oscillare tra momenti di grande attivazione e fasi di blocco.
2–5%
degli adulti stimati con ADHD (OMS)
aree di valutazione
Attenzione
Funzioni esecutive
Impulsività
Regolazione emotiva
Quando ha senso fare una valutazione
Molti adulti arrivano a chiedere una valutazione dopo anni in cui hanno cercato di “funzionare meglio” senza trovare una soluzione stabile.
- difficoltà di concentrazione o facile distraibilità
- problemi nella gestione del tempo e delle priorità
- procrastinazione frequente
- impulsività nelle decisioni o nelle relazioni
- fatica a regolare le emozioni
- senso ricorrente di inefficacia o frustrazione
Come funziona il percorso diagnostico
Colloqui clinici
Comprensione del funzionamento attuale e delle difficoltà riportate dalla persona
Ricostruzione della storia evolutiva
Infanzia, percorso scolastico, relazioni: come si è manifestato il funzionamento nel tempo
Strumenti standardizzati e validati
Test riconosciuti a livello internazionale per esplorare attenzione, impulsività e funzioni esecutive
Cosa cambia con una diagnosi
Ricevere una diagnosi può essere un passaggio importante, spesso anche emotivamente
significativo.
Molte persone riportano un senso di sollievo nel riuscire finalmente a dare un nome a difficoltà
che le hanno accompagnate per anni.
Rileggere la propria storia
Ridurre il senso di colpa e dare coerenza a esperienze che sembravano inspiegabili
Strategie più efficaci
Individuare modalità concrete per la vita quotidiana, calibrate sul proprio funzionamento
Interventi mirati
Accesso a supporto psicologico specifico e, se necessario, a valutazione farmacologica
In questo senso, la diagnosi rappresenta un punto di partenza concreto per un miglioramento globale della qualità della vita.
Ogni valutazione viene costruita in modo personalizzato, tenendo conto della storia, del contesto e degli obiettivi della persona.